il Progetto

L’Istituto “Ugo Arcuri” con il progetto “Leggere per comunicare” è uno dei due soggetti attuatori del Piano 2009 per il diritto allo studio (L.R. 27/85-Azione 4- Progetto Lettura e competenze linguistiche) selezionati dalla Regione Calabria.

Il risultato dell’avviso pubblico ha evidenziato la validità del progetto (referente scientifico Aurora Delmonaco) elaborato dalla sezione didattica dell’Istituto “Arcuri”.

Durante l’anno scolastico 2010-2011  l’Istituto ha gestito il progetto che ha visto la partecipazione di venti istituzioni scolastiche delle cinque province calabresi ed il coinvolgimento di oltre 400 studenti, 63 docenti interni e circa venti esperti di didattica laboratoriale.

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LEGGE REGIONALE N. 27 DELL’8 MAGGIO 1985 PIANO 2009 PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

 AZIONE 4 –  PROGETTO LETTURA E COMPETENZE LINGUISTICHE

TITOLO DEL PROGETTO

“Leggere per comunicare”

 SOGGETTO ATTUATORE

 Istituto “Ugo Arcuri” sede operativa in Calabria del LANDIS (Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia)
Sede: c/o Centro Culturale Polivalente – Piazza Calvario 89022 CITTANOVA  (RC)
Tel. 0966-655615
Fax 0966-655615
indirizzo email:  istitutoarcuri@tiscali.it
ccp n. 14381875 Banca: Poste Italiane  IBAN    IT31 Q076 0116 3000 0001 4381 875

Rappresentante Legale e Referente amministrativo del progetto:
Dr. LENTINI ROCCO

Referente scientifico:
Prof.ssa   AURORA DELMONACO

 L’Istituto “Ugo Arcuri” è socio dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (INSMLI) – guidato dal Presidente Emerito della Repubblica Italiana Sen. Oscar Luigi Scalfaro – ed è stato fondato nel 1999 per iniziativa di un nutrito gruppo di studiosi calabresi. Ha costituito, con la maggior parte delle biblioteche universitarie italiane, il progetto ESSPER che cura lo spoglio online delle più importanti riviste italiane e aderisce al prestito interbibliotecario.

E’ iscritto al registro delle Associazioni, Fondazioni, ed Istituti Culturali della Regione Calabria con Decreto n. 9899 del 2.08.2002 ed è stato insignito del Premio alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri 2004.

Pubblica due collane di studi e ricerche: “La storia le storie” e “Scirocco” e, dal 2000, la rivista  semestrale di studi storici e didattica Sud Contemporaneo, diretta da Francesco Tassone.

L’Istituto – centro permanente di studi storici e riflessione critica sul fascismo e sull’Italia contemporanea, sulla formazione dei processi di autoritarismo, esclusione, emarginazione, devianza e criminalità, nonché di documentazione sul movimento antifascista dalle sue origini – ha specializzato la sua attività, oltre che nella ricerca scientifica, nella formazione e l’aggiornamento dei docenti sulla didattica laboratoriale.

Il Consiglio Direttivo dell’Istituto è composto dai sindaci pro-tempore dei comuni di Cittanova e Rizziconi (componenti di diritto), dal Dr Giovanni Cavaliere, dalla Dott.ssa Immacolata Guerrisi, dalla scrittrice Federica Legato e dal Dott. Rocco Lentini che ricopre l’incarico di presidente e rappresentante legale.

I bilanci dell’Istituto, che opera senza fini di lucro, sottoposti al collegio dei revisori e approvati dall’assemblea dei soci, sono sottoposti al controllo dell’INSMLI.

L’Istituto“Ugo Arcuri”, al quale aderiscono anche i comuni di Cittanova, Rizziconi e Rosarno, ha sede presso il Centro Culturale Polivalente di Piazza Calvario a Cittanova (RC) dove sono ubicate anche la biblioteca (circa 5.000 volumi sulla storia del movimento di liberazione in Italia, la deportazione, la Calabria) l’emeroteca con varie annate di rari periodici calabresi tra i quali “Il lavoratore” e Calabria d’Oggi e l’archivio storico che si compone di materiali cartacei, filmati e sonori e di diversi fondi archivistici sulla storia della Calabria contemporanea.

Tra quelli di particolare rilievo il Fondo Francesco Adornato che documenta l’attività dell’On. Raffaele Terranova – perseguitato politico in rapporti con Luigi Sturzo – sindaco di Cittanova e deputato, nel 1948, della Dc che lasciò nel 1953, per i dissidi sulla “legge truffa”, fondando con Epicarmo Corbino e Francesco Saverio Nitti il raggruppamento di Alleanza Democratica Nazionale e deputato del Pci in diverse legislature a partire dal 1958. Lo stesso Fondo documenta l’attività politica dell’On. Francesco Arcà, insigne giurista, sindacalista rivoluzionario e primo deputato socialista della Calabria eletto nelle elezioni del 1913. Raccoglie inoltre le relazioni dei prefetti di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza dal 1943 al 1948; il Fondo Poerio-Sapere che contiene, oltre a lettere e documenti, i fascicoli personali (tratte dal Casellario politico centrale e dal Confino politico dell’Archivio centrale dello Stato) dei combattenti antifascisti nella guerra di Spagna provenienti dalle regioni meridionali e insulari e il Fondo Filomena Zingarello con ampia documentazione delle lotte studentesche e del movimento del 1977 in Calabria, dell’attività della Cgil calabrese e del comprensorio di Gioia Tauro dal 1980. Gli atti e i documenti prodotti da Democrazia Proletaria in Calabria negli anni Ottanta.

FINALITA’  STATUTARIE

Il Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia  e l’Istituto “U. Arcuri” sono associazioni senza fini di lucro che operano, ispirandosi ai valori della Costituzione repubblicana e delle carte internazionali dei diritti umani, negli ambiti tematici e metodologici della formazione e della ricerca umanistica e storico sociale, con particolare riferimento all’insegnamento e alla didattica della storia, alla didattica dell’educazione alla cittadinanza, allo sviluppo, alla convivenza multiculturale, alla risoluzione non violenta dei conflitti, alle pari opportunità e alla valorizzazione delle differenze, prima tra tutte quella di genere.

Le finalità statutarie sono:

  • promuovere progetti, iniziative e attività di ricerca;
  • organizzare e partecipare alla formazione e all’aggiornamento di insegnanti e figure professionali che operano in ambito culturale e socio-educativo;
  • diffondere l’utilizzo della didattica laboratoriale;
  • coordinare esperienze significative ed organizzare la documentazione e la raccolta di materiale bibliografico e documentario anche sulle esperienze compiute;
  • favorire la creazione di laboratori sperimentali per l’insegnamento dell’area storico-sociale, fornendo un supporto scientifico a scuole ed enti di formazione;
  • collaborare ai processi di riforma, sperimentazione e innovazione didattica;
  • curare l’archivio didattico che raccoglie le esperienze didattiche laboratoriali più significative in ambito nazionale e internazionale, la pubblicazione, anche in forma multimediale, di materiale documentario, saggistico e informativo.

 

È soggetto qualificato per l’aggiornamento in base al DM 177/2000 e dispone dell’autorizzazione per la partecipazione, in orario di servizio, alle proprie attività per il personale scolastico di ogni ordine di scuola ai sensi dell’articolo 64 comma 4-5-6-7 del CCNL 2006-2009.


ESPERIENZE

Progetti nazionali “Il cammino della democrazia” e “Educazione alla cittadinanza” in attuazione della convenzione annuale con il MIUR. Nell’ambito di tali progetti l’Istituto “Ugo Arcuri” ha costituito, insieme ad altri Istituti del Sud e delle isole, il “Pool degli Istituti per la legalità”.

Corso di formazione interregionale Educare alla legalità (Vico Equense 17-20 febbraio 2010).

Realizzazione di progetti di didattica laboratoriale, seminari e incontri-dibattito nelle istituzioni scolastiche calabresi tra i quali Grammatiche della Legalità. Indagine storico-geografica dell’illegalità in Calabria – Laboratorio sul luogo, realizzato con il sostegno economico della Regione Calabria con fondi per il diritto allo studio (Legge Regionale n. 27/85, art. 9, comma h.) con gli studenti, tra gli altri, dell’Istituto d’Istruzione Superiore “R. Piria” di Rosarno  e del Liceo Scientifico “M. Guerrisi” di Cittanova.  Forum sull’informazione – primavera del 2009 – con diversi incontri tra autori, giornalisti della carta stampata e della televisione (Pantaleone Sergi, Paride Leporace, Annarosa Macrì, Franco Abruzzo) e convegno conclusivo.  Laboratori didattici di educazione alla cittadinanza sul tema “Diritti Lavoro Differenze Legalità tra Settecento e Ottocento in Calabria” e di storia sul tema “La seconda guerra mondiale e la Piana di Gioia Tauro” presso l’Istituto Magistrale di Palmi. Centinaia di incontri con gli studenti e le scuole calabresi su problematiche metodologiche, storiche e didattiche.

IL PROGETTO

 

Contesto di riferimento

Le competenze linguistiche sono il presupposto per un buon rendimento scolastico ed un atteggiamento inclusivo bidirezionale nella scuola e nella società. I dati dell’indagine OCSE-PISA indicano scarse competenze in lettura tra gli studenti dell’Italia Meridionale. Ciò comporta un alto rischio di dispersione scolastica e sicuramente di scarso profitto non solo nelle discipline umanistiche, ma anche in quelle scientifiche essendo la lingua italiana e la padronanza della comunicazione alla base dell’apprendimento.

La dispersione è un fenomeno complesso che investe l’intero contesto scolastico-formativo e non s’identifica unicamente con l’abbandono, ma riunisce in sé un insieme di fenomeni – irregolarità nelle frequenze, ritardi, ripetenze, interruzioni – che possono sfociare nell’uscita anticipata dei ragazzi dal sistema scolastico e a volte sociale.

La dispersione scolastica va considerata un’anomalia dei processi di formazione che si determina per l’effetto combinato sia dei soggetti, che si disperdono durante il normale percorso scolastico, sia del sistema scolastico che non sempre risponde ai bisogni  formativi con un’adeguata offerta, che dei fattori di disuguaglianza del contesto sociale, economico e culturale che influiscono come cause esterne.

In ambito europeo, la Conferenza di Lisbona ha individuato nella riduzione della dispersione uno dei cinque benchmarck che i Paesi membri dovranno raggiungere nel campo dell’istruzione entro il 2010.

L’obiettivo è di ridurre la quota degli early school leavers al 10%. Con riferimento al 2005 la percentuale dei dispersi dei 25 Paesi membri è stata pari al 14,9%. In Italia, gli school leavers rappresentano il 21,9%, mentre in Germania la quota è sensibilmente più bassa (12,1%), così come in Francia (12,6%) e nel Regno Unito (14%).

Rispetto alla media prefissata del 10%, obiettivo da raggiungere entro il 2010, il nostro Paese ha oltre undici punti di differenza da colmare, un divario piuttosto rilevante rispetto agli altri Paesi europei.

La regione Calabria ha anche uno dei più alti indici di ripetenza  e di rischio di abbandono.

Le scuole coinvolte sono dislocate in aree territoriali rappresentative delle principali problematiche dell’insuccesso scolastico messe a confronto con realtà scolastiche dove, invece, la popolazione studentesca si distingue per i livelli di eccellenza raggiunti. Disagio giovanile e insuccesso scolastico camminano di pari passo, così come sono strettamente connessi alla “povertà” sociale dell’ambiente di provenienza. Precedenti esperienze laboratoriali di indagine sul territorio attraverso l’esplorazione del mondo studentesco durante la realizzazione di un progetto di educazione alla legalità (finanziato con i fondi della L. R. 27/85) hanno dimostrato che il rendimento scolastico cala in misura direttamente proporzionale al contesto di provenienza. Per cui un ambiente socio-culturale povero produce una popolazione scolastica poco propensa allo studio proposto in maniera tradizionale, mentre una didattica compartecipata, condotta alla pari con il coinvolgimento di docenti e studenti in work in progress consente il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati e migliora il profitto scolastico generale.

SCUOLE ADERENTI AL PROGETTO

 Provincia di Reggio Calabria

Rosarno II Circolo Didattico, Rosarno Secondaria di Primo Grado “Scopelliti-Green”, Rosarno Liceo Scientifico “R. Piria”). Il contesto economico-sociale del territorio di Rosarno e della Piana di Gioia Tauro, uno dei maggiori luoghi calabresi di immigrazione con una presenza di oltre 5.000 migranti stagionali fortemente connotato da fenomeni di criminalità e devianza presenta tra gli studenti di ogni ordine naturali fattori di debolezza (debiti formativi, assenze, insufficiente motivazione, sfiducia nelle istituzioni che avvolge i giovani destinandoli, sovente, nelle braccia della criminalità). La dispersione raggiunge punte ufficiali del 3,5% mentre sfugge la tracciabilità legata al flusso dell’emigrazione-immigrazione stagionale e si registra un gap tra le uscite di un ordine scolastico e l’ingresso al successivo. Qui vi è anche la presenza, nelle sedi formative territoriali coinvolte, di alcuni diversabili che vengono inseriti nelle attività progettuali.

Palmi, magistrale “C. Alvaro” a indirizzo linguistico, scienze sociali e sociopsicopedagogico che presenta un alto tasso di dispersione (5,69%). Cittanova Istituto Comprensivo “L.Chitti”; San Ferdinando Istituto comprensivo (disp. 1,9%); San Giorgio Morgeto Istituto comprensivo (un diversamente abile coinvolto nelle attività di progetto); Gioia Tauro Istituto Tecnico “Severi” (dispersione 3,71%); Taurianova ITCG “Gemelli Careri” (Dispersione 2,79%); Siderno ITCG “Pitagora” (dispersione del 2,18%), Cittanova Liceo Scientifico “M.Guerrisi” (Istituto che con il 9%  registra uno tra i più alti tassi di dispersione della provincia di Reggio Calabria).

 

Provincia di Crotone

Crotone Direzione didattica “Rosario Bevilacqua” partecipano alle attività progettuali 20 studenti del plesso ISES (13 alunni diversamente abili, una folta comunità Rom, circa cinquanta alunni appartenenti alla comunità slava su un totale di 226 alunni).

 

Provincia di Vibo Valentia

Nicotera (presenza di due alunni diversamente abili, dispersione 1%); Vibo Valentia Istituto comprensivo Secondaria di primo grado (dispersione 3%); Limbadi Istituto comprensivo (primaria e secondaria di I grado); Tropea (Liceo Istituto Istruzione Superiore Classica – Scientifica – Professionale con il 3% di dispersione).

 

Provincia di Catanzaro

Sersale Istituto comprensivo (infanzia, primaria e secondaria di I grado) e Sersale Liceo Scientifico.

Provincia di Cosenza

Bisignano (Circolo Didattico che presenta un alto livello di complessità derivante dalla pluralità di plessi e di sedi decentrate. Compongono il Circolo sei plessi: Collina Castello, Sillitto, Piano, Giardini, Campo Sportivo, Soverano con  n 13 di alunni disabili e 14 alunni stranieri. L’unità scolastica “Sant’Umile” ha avviato da tempo iniziative riferite alla realizzazione del processo di integrazione attraverso progetti mirati a valorizzare la diversità in tutte le sue dimensioni, per tale ragione ha in atto una sperimentazione per l’organizzazione del tempo-scuola in azioni laboratoriali che prevedono l’organizzazione di una didattica secondo le teorie del non graded school, ovvero la scuola senza classi, e del peer tutoring per quelle realtà in cui sono presenti soggetti con disabilità). San Giovanni in Fiore IPSIA-IPA  con tasso di dispersione del 5%.

Il progetto coinvolge venti istituzioni scolastiche ubicate in tutto il territorio regionale e le province calabresi tra le quali quattro ubicate in territorio montano (Bisignano, S. Giovanni in Fiore, Sersale, S. Giorgio Morgeto), per un totale di 403 studenti.


OBIETTIVI FORMATIVI

Partendo dal presupposto che la lettura, o meglio “le letture”, investono la vita interiore del soggetto e la sua crescita personale – “leggere” è da considerarsi un viaggio che soddisfa il bisogno della persona di raccontare di sé e scoprire l’altro, un continuo esercizio del pensare, un’occasione per coltivare la mente e le emozioni, un laboratorio sempre attivo per l’educazione alla riflessione e all’apprendimento – il progetto consoliderà le capacità comunicative-relazionali, nonché quelle logiche e critiche facendo maturare negli alunni-studenti una progressiva conoscenza di sé e della realtà circostante favorendo lo sviluppo di valori fondamentali quali la libertà, la solidarietà, il rispetto per l’altro, la collaborazione, la tolleranza, che sono alla base della formazione dell’uomo e del cittadino attraverso letture coinvolgenti sotto l’aspetto cognitivo, affettivo-relazionale e sociale utilizzando sistemi laboratoriali, multimediali,  e scrittura creativa.

Ogni alunno-studente sarà indirizzato a comprendere qualcosa di sé e degli altri seguendo il protagonista di una storia narrata da un libro, un film, un’immagine, una musica, un ambiente geografico, sociale, una scoperta scientifica e, attraverso il laboratorio di lettura, sarà sollecitato ad un percorso di riflessione e di stimolo per la costruzione dell’identità e per costruire le “letture” che contribuiranno ad intraprendere un dialogo continuo e permanente tra prodotto culturale e vita di relazione.

Attraverso attività laboratoriali di “letture” si persegue:

– ricostruire la memoria collettiva per creare un ponte tra passato e presente utilizzando la storia della comunicazione, della scrittura, della carta, della multimedialità;

– formare delle coscienze individuali che, mediante un’adeguata preparazione culturale ed un’equilibrata formazione etica, sappiano adeguarsi alla realtà ed assumere atteggiamenti maturi e responsabili;

– passare da un sentire la “lettura” come “obbligo” alle “letture” come piacere consapevole per la conoscenza problematica della realtà;

– utilizzare le tecniche di lettura, di scrittura creativa, di comprensione di linguaggi e testi, comunicazione, drammatizzazione;

– Favorire lo sviluppo delle capacità creative, del linguaggio, l’abilità della scrittura, l’osservazione, le tecniche dei linguaggi artistici, la socialità, la competenza testuale, la creatività e la fantasia;

– favorire processi educativo/formativi attraverso la conoscenza e il confronto tra linguaggi diversi;

– favorire la conoscenza dei linguaggi audio-visuali, la dimensione musicale dei linguaggi parlati (prosodia);

– promuovere l’incontro con scrittori e libri attraverso il confronto con gli autori;

– affinare gli strumenti critici e le categorie interpretative per un’adeguata decodifica dei modelli socio-culturali e comunicativi della società;

– favorire processi di biblio-orientiring e di conoscenza degli Opac;

 – favorire il rilevamento precoce dei disagi adolescenziali e giovanili;

– promuovere un ascolto in grado di intercettare e accogliere il disagio nelle diverse e personalissime forme in cui può esprimersi;

– promuovere processi di modernizzazione del progetto educativo con attenzione alle persone, agli esiti democratici sempre in itinere, ai rischi ed alle opportunità;

– concorrere all’eliminazione di fragilità giovanili attraverso la modernizzazione dei processi di conoscenza e di accesso alla cittadinanza piena degli individui ed alla fruizione delle opportunità;

– promuovere la scuola come luogo d’intervento integrato nel quale si possano realmente affrontare e trattare le difficoltà giovanili;

– formare i docenti a migliorare le proprie capacità di ascolto, di attenzione e di azione, soprattutto nei confronti  delle fasce più deboli attraverso il monitoraggio costante e serio della loro condizione;

– istituire laboratori rivolti a studenti e docenti per introdurre metodi di didattica innovativa in grado di rendere attraenti agli studenti tutti gli ambiti disciplinari perché cambia l’atteggiamento con cui ci si pone di fronte allo studio;

– coinvolgere nelle attività di laboratorio i genitori;

– potenziare gli strumenti di osservazione e promuovere il successo scolastico e formativo;

– promuovere la prospettiva pedagogica del recupero della devianza in un percorso che non esclude, anzi sollecita la crescita umana e civile di una persona in cammino;

– promuovere l’acquisizione del senso delle istituzioni, dello Stato e delle regole;

– promuovere la capacità di comunicare per includere;

– costituire l’archivio delle esperienze compiute al fine di garantire la confrontabilità, la ripetibilità e la trasferibilità del processo educativo;

– promuovere l’intercultura.

 

ATTIVITA’ FORMATIVE

Il verbo “leggere”, etimologicamente, raccogliere, scegliere, confrontare, rimanda ad un’esperienza cumulativa: più si legge, più si entra in possesso delle conoscenze per ulteriori letture e si acquisisce la necessaria capacità di decodificare i molteplici linguaggi sociali.

La lettura è da considerarsi un’attività trasversale alle varie discipline che deve essere volta a fondare una competenza che si costruisce su base pluridimensionale: cognitive (saper leggere), operative (apprendere il saper leggere) e attitudinale-comportamentale (abitudine a leggere).

E in tal senso si avvierà un processo laboratoriale di decodificazione dei linguaggi per giungere, attraverso le attività proposte alla progressione delle competenze personali, della capacità di comprensione, di confronto e di rielaborazione dei testi-contesti, all’affinamento della sensibilità critica e allo sviluppo di abilità complesse.

Il percorso operativo nel laboratorio supera la lettura come fatto isolato per caratterizzarsi come un insieme ricco di esperienze positive e significative, di possibilità creative ed espressive in cui il risultato finale non sarà una semplice funzione passiva, ma un vissuto attivo e coinvolgente.

Le “letture” laboratoriali – oltre a sviluppare le abilità di “leggere”, comprendere, interpretare le intenzioni comunicative, le inferenze, produrre testi scritti, esprimere opinioni, confrontarle -contribuiranno allo sviluppo della capacità di organizzarsi e lavorare in gruppo, assumersi responsabilità rispetto a se stessi, al proprio gruppo e alla classe, di rispettare le regole, di autovalutarsi, di valutare i propri partners, l’organizzazione e i risultati dell’esperienza, la partecipazione collettiva, la cooperazione e la solidarietà.

I docenti interni, con l’ausilio degli esperti esterni e degli animatori decodificheranno i linguaggi delle “letture” con discussioni collettive, letture guidate e in gruppo, autoanalisi, produzione di testi.

 

ATTIVITA’ LABORATORIALI

Ogni gruppo, guidato da un docente ed un tutor, prevede incontri in aule-laboratorio che dispongono di strumenti multimediali e spazi attrezzati per favorire l’ascolto. La partecipazione attiva di docenti interni – opportunamente formati-informati in incontri preparatori dagli esperti esterni – alternandosi con gli stessi e con gli animatori e integrandosi in un work in progress con gli studenti ricercano modalità efficaci di comunicazione paritaria e comprensione delle “letture”.

Lettura interpretativa dei testi-contesti, ascolto, ritmo, musicalità, sonorità, valore delle immagini, composizione/scomposizione di testi, scrittura creativa, sono possibili solo se i docenti acquisiscono le tecniche laboratoriali che spingono all’autoscoperta e all’identificazione in un laboratorio che offra strumenti, mezzi e tecniche per sviluppare la creatività e l’immaginazione, per imparare ad osservare ed ascoltare, conoscere nuovi materiali, essere parte in un percorso in cui si impara ad osservare facendo.


ATTIVITA’ DI AFFIANCAMENTO E TUTORATO     

Le attività dentro il laboratorio saranno portate avanti da docenti, tutor, esperti esterni, insegnanti di sostegno, animatori e autori che alternandosi e integrandosi in un work in progress produrranno con gli studenti efficaci modalità di comunicazione paritaria e comprensione delle “letture” quale strumento di conoscenza.

Nel laboratorio sarà fondamentale il ruolo dei docenti interni, che opportunamente formati-informati dagli esperti di didattica laboratoriale dell’Istituto “Ugo Arcuri”, oltre a guidare il lavoro alternandosi con essi, costituiranno il tramite didattico attraverso il quale si snoderà e prenderà corpo la ripetibilità-continuità dell’intervento.

I tutors avranno il compito di sostenere gli studenti nelle attività proposte, concordare e predisporre adeguati strumenti per colmare eventuali difficoltà nelle attività di approfondimento, sostenere il gruppo docente, favorire la conoscenza  dei luoghi e delle modalità con cui i libri vengono conservati, consultati, acquistati, realizzati, educare al rispetto e all’uso corretto del materiale individuale e comune, favorire percorsi didattici trasversali che superino l’ambito dell’educazione linguistica.

L’attività di peer tutoring, all’interno dell’aula-laboratorio, sarà affidato agli insegnanti di sostegno. Sono previsti inserimenti, di volta in volta sulla base dell’individuazione dei “bisogni” laboratoriali, di animatori, autori, specialisti di “letture teatrali”, cinematografiche, figurative, scientifiche, storiche, musicali.

 

 

Coerenza del progetto con i fabbisogni e le criticità individuate nella fase di analisi

 Il progetto, ad un esame di coerenza interna, si rivela strumento utile a colmare i fabbisogni che scaturiscono dall’analisi delle situazioni di partenza (debiti formativi, assenze, insufficiente motivazione, sfiducia nelle istituzioni, dispersione – che raggiunge punte del 9% – e abbandoni).

Il percorso operativo con tecnica laboratoriale risponde all’esigenza di superare la lettura come fatto isolato per caratterizzarla come insieme ricco di esperienze positive, di possibilità creative ed espressive e di superare la funzione passiva delle “letture” con un vissuto attivo, democratico, coinvolgente.

Le “letture” laboratoriali tese a sviluppare le abilità di “leggere”, comprendere, interpretare le intenzioni comunicative, le inferenze, produrre testi scritti, esprimere opinioni, confrontarle –contribuiranno allo sviluppo della capacità di organizzarsi e lavorare in gruppo, assumersi responsabilità rispetto a se stessi, al proprio gruppo e alla classe, di rispettare le regole, di autovalutarsi, di valutare i propri partners, l’organizzazione e i risultati dell’esperienza, la partecipazione collettiva, la cooperazione e la solidarietà.

Il laboratorio determinerà un ruolo attivo e protagonista degli studenti che saranno “responsabilizzati” al protagonismo e produrrà, con la trasmissione di influenza parallela, una sensibile riduzione di debiti formativi, assenze, dispersione e abbandoni.

Il progetto è coerente anche con le finalità del Piano regionale poiché sono incentivati i processi di qualità della progettazione complessiva dei curricoli scolastici, anche attraverso la formazione di una rete di insegnanti di istituti diversi che interagiscono nell’ambito dello stesso progetto e indirizza, con la realizzazione di un percorso sperimentale, gli Istituti scolastici della regione su un modello didattico trasferibile in altri contesti ed istituzioni scolastiche.

Nell’ambito del progetto è prevista altresì l’innovazione della metodologia della didattica e dell’apprendimento attraverso l’uso del “laboratorio di letture” inteso come luogo fisico e mentale ed è favorita la partecipazione attiva dei genitori alla vita scolastica attraverso la possibilità di interagire con docenti e ragazzi.

 

 

REFERENTE SCIENTIFICO    Prof.ssa Aurora Delmonaco

Membro (dal 2003) del Comitato paritetico previsto dalla convenzione MIUR (poi MPI)-INSMLI per l’aggiornamento degli insegnanti e per la ricerca sulla didattica. Per il Comitato su richiesta del MIUR-Direzione Ordinamenti ha seguito in qualità di osservatrice l’elaborazione del progetto di riforma della Scuola secondaria, il progetto “Il presente e i suoi passati”, “Il cammino della democrazia” e l”Educazione alla cittadinanza”. Co-fondatrice del LANDIS (Laboratorio nazionale per la didattica della storia), del cui Consiglio direttivo è stata membro dal 1983 al 1995,  vicepresidente nel 1996, presidente dal 1997, ha firmato il 17/7/2002 un Protocollo d’intesa con il MIUR, è membro di Euroclio.

Presso la cattedra di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma ha partecipato ad un gruppo di discussione sui mutamenti della scuola italiana (v. Ajello, Pontecorvo et alii, La scuola deve cambiare, Napoli, Ed. L’ancora del Mediterraneo, 2002).

Membro della Commissione ministeriale per il Riordino dei cicli, anno 2000, della Commissione ministeriale per l’insegnamento della Storia contemporanea e della Commissione ministeriale per la progettazione del Liceo delle Scienze sociali (1998-2000).

Direttrice del Corso “Nuove parole, nuovi metodi” organizzato nell’ambito della convenzione tra il Ministero della Pubblica Istruzione e la Società italiana delle Storiche.

Per conto del Ministero della Pubblica Istruzione ha tenuto per le Commissioni provinciali di tutta l’Italia le lezioni di apertura del progetto “Guernica” (Catania, Ostuni, Stresa), conseguente alla Direttiva 681/96 sulla didattica della storia contemporanea ed ha curato, nell’ambito del progetto ministeriale “Storia”, corsi per tutor in Sicilia, Calabria, Campania, Lombardia, Toscana, Lazio, Emilia Romagna.

Membro della Società Italiana delle Storiche, della Commissione didattica dell’Insmli e fondatrice del laboratorio di Storia presso l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza di Napoli nel 1989, prototipo delle strutture di tal genere ha pubblicato decine di volumi di didattica e tecniche laboratoriali.

 

 

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