Nasce il progetto “Leggere per Comunicare”

Il progetto, gli obiettivi, gli esperti

Le attività del progetto Leggere per comunicare, finalizzate ad accrescere l’amore per la lettura e la conoscenza, a migliorare le competenze linguistiche, le capacità di espressione ed organizzazione del pensiero e a sviluppare le capacità critiche – hanno dimostrato che una didattica compartecipata, condotta alla pari con il coinvolgimento di docenti e studenti in work in progress facilita il raggiungimento di obiettivi migliorando il profitto scolastico generale.
Le venti scuole aderenti distribuite sul territorio delle cinque province calabresi avevano selezionato alunni che presentavano nel rendimento scolastico fattori di debolezza, debiti formativi, insufficiente motivazione, ripetenze, in un contesto di dispersione che raggiungeva in alcuni casi il 3,5%. Alcune di queste avevano avviato iniziative di integrazione, con progetti mirati a valorizzare la diversità in tutte le sue dimensioni, e con sperimentazioni per l’organizzazione del tempo-scuola in azioni laboratoriali che prevedevano una didattica di non graded school e peer tutoring.
Il progetto è partito dal presupposto che la lettura, o meglio “le letture” investono la vita interiore del soggetto e la sua crescita personale poiché “leggere” è un viaggio che soddisfa il bisogno della persona di raccontare di sé e scoprire l’altro, è un continuo esercizio del pensare, un’occasione per coltivare la mente e le emozioni, un laboratorio sempre attivo per l’educazione alla riflessione e all’apprendimento. Si è dunque voluto consolidare le capacità comunicative relazionali, logiche e critiche facendo maturare negli alunni-studenti una progressiva conoscenza di sé e della realtà circostante tesa a favorire lo sviluppo di valori fondamentali (libertà, solidarietà, rispetto per l’altro, collaborazione, tolleranza) attraverso letture coinvolgenti sotto l’aspetto cognitivo, affettivo-relazionale e sociale utilizzando attività laboratoriali e la scrittura creativa.
Utilizzare tecniche di lettura dei linguaggi artistici (audio-visuali, dimensione musicale dei linguaggi parlati, drammatizzazione, scrittura creativa) ha sollecitato le capacità individuali e sviluppato l’abilità nella scrittura, la competenza testuale ed in generale la conoscenza e il confronto tra linguaggi diversi.
Nel corso delle attività del progetto Leggere per comunicare si è notato negli studenti un passaggio graduale dal sentire la “lettura come obbligo” alle “letture come piacere consapevole”. I particolari interventi dei docenti, i diversi linguaggi, la didattica laboratoriale hanno stimolato i ragazzi, tanto che si è determinata in alcune scuole la partecipazione di studenti non iscritti al progetto che da uditori volontari hanno raddoppiato il numero dei partecipanti.
Le “letture” laboratoriali, oltre a sviluppare le abilità di “leggere”, comprendere, interpretare le intenzioni comunicative, le inferenze, di esprimere e confrontare opinioni, hanno rappresentato un’occasione per affinare la capacità di organizzare il lavoro in gruppo, rispettare le regole, auto-valutarsi, cooperare, determinando un ruolo attivo degli studenti che, responsabilizzati al protagonismo, sono in grado di avviare un processo di trasmissione orizzontale utile ad un percorso di riduzione di debiti formativi, assenze, dispersione.
Va sottolineata anche la formazione, per la prima volta in Calabria, di una rete di insegnanti di istituti diversi che
interagiscono utilizzando la stessa metodologia didattica e sperimentano un modello formativo trasferibile sul territorio regionale.

ESPERTI CHE HANNO COLLABORATO AL PROGETTO:

Nino Foresteri – cantautore, esperto esterno

“Durante le lezioni tenute nelle varie scuole ho proposto agli allievi canzoni del repertorio personale sia dal disco che dal vivo. In entrambi i casi è stata fatta una discussione sui temi trattati che scaturiva dalle riflessioni personali degli studenti e dalle diverse sensibilità. I contenuti, coinvolgenti, trattavano i temi della legalità, dell’antimafia, delle problematiche tipiche della Calabria contemporanea in una prospettiva di “lettura” della realtà anche attraverso il linguaggio musicale e poetico. La metodologia utilizzata è stata quella laboratoriale con la partecipazione attiva degli studenti che ascoltavano/leggevano le canzoni contestualmente ed erano coinvolti nell’interpretazione. Questo tipo di approccio alla lettura della realtà attraverso le canzoni ha favorito un’attenta riflessione sui temi della quotidianità locale e meridionale.

Particolarmente interessante è stato per tutti i gruppi di studenti l’ascolto dal vivo di un cantautore che ha lavorato a stretto contatto con loro, è stato interrogato e si è interrogato sulla prospettiva sociale e culturale della Calabria. I più piccoli si sono dimostrati un po’ intimiditi ed emozionati all’inizio e successivamente hanno vissuto con intensità emotiva l’esperienza.

Gli studenti delle scuole superiori hanno notato immediatamente l’opportunità loro offerta ed hanno dimostrato grande partecipazione emotiva sia durante l’esecuzione dei brani che nel dibattito che scaturiva. Tutti hanno voluto tenere le registrazioni e i testi delle canzoni proposte e tutte le scuole hanno mantenuto contatti, che perdurano, attraverso i social networks”.

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 Vittoria Bulzomì – grafica, esperto esterno

“Il programma di Educazione Visiva è ispirato all’incontro di Bruno Munari con la Didattica Attiva. Passando per la teoria del colore di Kandinskij e per l’antico gioco cinese del tangram, i ragazzi hanno realizzato dei tipogrammi. A questo proposito è nata una nuova parola: “scrisegnare”, un atto a metà tra lo scrivere, perché la parola veniva effettivamente scritta, e il disegnare, perché veniva arricchita di elementi grafici a testimonianza del suo stesso significato. In qualche caso i ragazzi hanno fatto “il gioco della carta”: toccando a occhi bendati carte di differente trama e peso, i ragazzi hanno espresso a quale elemento della natura li riconducesse questo contatto.  In alcune scuole è stata proposta inoltre la composizione di un testo creativo, un finale diverso per Cenerentola. In questo caso l’input è stato la commedia di Sergio Tofano, La Regina in Berlina, dove la realizzazione e il successo della donna vengono slegati dalla presenza dell’uomo”.

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 Arturo Lavorato – regista, esperto esterno

“L’attività svolta dal sottoscritto all’interno del progetto consisteva in una serie di workshop di 3 ore volti all’introduzione dei ragazzi al linguaggio audiovisivo.
Trattandosi di un solo incontro per ogni classe coinvolta, si è elaborato uno schema didattico che attraverso schede, giochi, esercizi e proiezioni sviluppasse nell’arco di un unica lezione un piccolo percorso formativo.
Gli elementi fondamentali su cui si basava l’impianto dei workshop corrispondevano a poche nozioni fondamentali: inquadratura, montaggio, sonoro…

Partendo da un esercizio con scatole bucate che simulavano una camera oscura, si attuava una dinamica partecipata anche attraverso l’utilizzo del brainstorming per spiegare, con l’ausilio pratico del “giocattolo”, cos’è un’inquadratura. Molta attenzione, già dall’introduzione di questa prima nozione fondamentale, veniva posta al confronto con la scrittura, medium con cui i ragazzi abitualmente si confrontano a scuola. Ad es. confronto tra due punti di partenza opposti: la pagina bianca – il vuoto – come premessa a qualunque scrittura, il mondo – pieno – da circoscrivere attraverso i contorni dell’inquadratura come punto di partenza della scrittura cinematografica. Man mano che si procedeva nel workshop, si teneva sempre presente questo confronto, fino ad arrivare alla nozione di sequenza ed a quella di racconto per immagini.

Molto utile a questo scopo l’uso di sequenze esemplificative proiettate in classe come esercizio pratico: sequenze di film o cartoni animati di cui i ragazzi dovevano contare le inquadrature complessive, giochi a quiz in cui i ragazzi vedevano la stessa sequenza associata a differenti sonori e dovevano stabilire quale fosse quello corretto…

In contemporanea, si guidavano i ragazzi a distinguere le diverse inquadrature (ad es. primo piano, figura intera…) e a definirne lo scopo rispettivo. Infine i ragazzi, con l’ausilio delle scatole e di cornici, dovevano delimitare tre inquadrature fondamentali con cui raccontare la propria classe e disegnarle.
Poi le minisequenze si commentavano insieme.
Ovviamente, trattandosi di classi molto differenti, dalle scuole elementari fino alle superiori, questo scheletro veniva di volta in volta riformulato in workshop calibrati sul grado di maturità dei discenti.

In particolare durante il workshop realizzato in un liceo la forma didattica utilizzata è stata quella del dialogo frontale con gli studenti seguente la proiezione di un documentario realizzato dal sottoscritto. In quel caso i ragazzi hanno potuto conoscere attraverso la testimonianza dell’autore il processo di produzione dell’opera e poi sviluppare un ragionamento critico sul linguaggio cinematografico e in generale sull’audiovisivo e i suoi possibili usi.
Alla fine di ciascun workshop, gli esercizi e i giochi rivelavano l’avvenuta acquisizione da parte dei ragazzi degli elementi fondamentali del linguaggio audiovisivo. Ad esempio sapevano contare le inquadrature dentro una sequenza, erano in grado di abbozzare un racconto per immagini, riuscivano a distinguere sonoro e immagini non come una unità naturale ma come un dispositivo compositivo volto a creare senso attraverso l’associazione”.

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  Ivana Lentini – avvocato, esperto esterno

“Le attività proposte durante gli incontri con i gruppi di alunni sono state incentrate sui contenuti della legalità, della consapevolezza dei diritti e dei doveri attraverso una serie di stimoli (giochi, letture di brani, analisi di fiabe classiche, fumetti, filastrocche) atti a sollecitare la riflessione personale. Si è giunti così alla lettura degli ambienti sociali e naturali e dei rapporti interpersonali secondo l’antitesi giusto-ingiusto, legale-illegale differenziando i contenuti a seconda delle esigenze dei vari ordini di scuola. È stato proposto un confronto fra le carte fondamentali dei diritti umani e la Costituzione italiana. Si sono analizzati i grandi valori che sono alla base della Carta – libertà, uguaglianza, giustizia, dignità, solidarietà – verificando quando nella quotidianità vengono rispettati, offesi o disattesi. Per passare dall’astrazione delle parole alla concretezza delle loro esperienze. Con i gruppi di studenti più maturi sono stati affrontati temi legati al territorio, alle problematiche scaturite dalla forte presenza della criminalità organizzata, alla percezione dei condizionamenti ambientali e sociali legati al pregiudizio.
Tutto è stato sollecitato in un contesto di didattica laboratoriale e di learning by doing che ha consentito risultati differenziati”.

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Nino Racco – attore cantastorie, esperto esterno

“Le attività svolte dallo scrivente Nicola Racco (in arte Nino Racco) negli incontri tenuti negli Istituti Scolastici, hanno riguardato il ruolo del Cantastorie nella società meridionale, in particolare dagli inizi degli anni cinquanta fino ai primi anni settanta. Ruolo e funzione anzitutto socio-culturale (il cantastorie come veicolatore di messaggi culturali e connettore di relazioni interpersonali) ma non di meno ruolo fortemente connotato di teatralità e spettacolarità: un sapere tecnico trasmessosi da padre in figlio o da maestro ad allievo di sicuro fino al 1970.

Di seguito Nino Racco ha dato esemplificazione della tecnica recitativa cantastoriale traendo brani dai suoi vari spettacoli (Salvatore Giuliano, Peppe Musolino, La Baronessa di Carini, Cola Pesce, Meridion o Tragedia di Marcinelle 1956). Negli Istituti di Istruzione Superiore è stato possibile mettere a fuoco la figura di Omero, preso a prestito come primo ipotetico “cantastorie” e – con il coinvolgimento degli alunni – dare vita ad una lettura “drammatizzata” del duello tra Ettore e Achille. Nella loro totalità gli studenti si sono dimostrati fortemente affascinati dalla figura del “cantastorie” e particolarmente partecipi quando si è trattato di coinvolgerli in prima persona sia nella discussione collettiva che nelle prove di lettura”.

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 Valeria Saffioti – animatore

“Ho partecipato al progetto Leggere per comunicare come animatore durante le visite guidate. Le uscite erano rivolte a 20 scuole diverse, ogni scuola prevedeva un numero di 20 alunni.

Gli alunni hanno dimostrato grande interesse soprattutto per la scoperta dei luoghi visitati, a Soriano Calabro e a Serra San Bruno, particolari dal punto di vista storico e culturale. Il coinvolgimento è stato stimolato dal clima relazionale positivo che si è creato all’interno del team. Molto interessanti ed apprezzate sono state le visite alla biblioteca calabrese di Soriano Calabro, alla Chiesa di San Domenico e la visita al Museo dei Marmi. L’attenzione dagli studenti è stata catturata dal Parco Acrobatico “ Adrenalina Verde” di Serra San Bruno, dove i ragazzi sono stati accolti e seguiti con professionalità e competenze dagli istruttori.

Le ore di attività  sono state svolte sempre con gli alunni sia durante le visite ai luoghi storici, sia nelle attività ricreative nel parco acrobatico forestale. Proficuo si è rivelato il rapporto di collaborazione con tutors e docenti esperti esterni con  i quali si è stabilito un forte rapporto di collaborazione.

Il rapporto con gli allievi si è determinato, sin dall’inizio, in un clima relazionale positivo che ha consentito ottimi risultati agevolati, peraltro, dalla didattica laboratoriale”.

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  Giovanni Squatriti – fotografo di moda, esperto esterno

“È stata proposta una “lettura” laboratoriale delle immagini tesa a sviluppare le abilità di “leggere”, comprendere, interpretare le intenzioni comunicative, le inferenze, attraverso percorsi sulla moda nel tempo – dagli Egizi ai Greci, ai Romani, alla società contemporanea – le immagini sulla storia della moda nel cinema, nel teatro, nel mondo dello spettacolo.

Il percorso ha permesso di individuare dei testi-contesti, comprendere il valore delle immagini, esprimere opinioni, confrontarle, sviluppare la capacità di organizzarsi e lavorare in gruppo, assumersi responsabilità rispetto a se stessi, al proprio gruppo e alla classe in un processo che ha spinto in direzione dell’autoscoperta, l’identificazione l’approccio a mezzi e tecniche per sviluppare la creatività e l’immaginazione”.

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Giulio Ierace – sociologo, esperto esterno

“Nel corso delle lezioni tenute presso gli Istituti Superiori  sono  state sottoposte all’attenzione degli studenti, sia pure in forma adeguate,  alcune tematiche contenute nel dibattito sociologico, privilegiando quelle  che possono costituire degli strumenti utili per meglio “leggere”  il presente  in Calabria (qui ed ora).
Gli argomenti – onde relativizzarli e porli dialetticamente – sono stati proposti in coppia: emigrazione-immigrazione, globalizzazione-localizzazione, antico-moderno, moderno-postmoderno, comunità e società, famiglia e comunità, cultura e civiltà.
Nel corso degli interventi è stata dedicata particolare attenzione alla partecipazione degli studenti che ha avuto alti e bassi. Particolarmente interessanti, ai fini del loro coinvolgimento, sono stati le reazioni scaturite dalla trattazione del concetto di “famiglia amorale” di Edward C. Banfield e dalla “teoria della sfida” di Arnold Toynbee.
L’idea che una forma eccessiva di “lealtà”  verso la propria famiglia sia a scapito di quella verso la comunità e la constatazione che le grandi civiltà nascono e prosperano quando superano un ostacolo grande, ma non impossibile,  hanno costituito un forte stimolo alla discussione sulla realtà locale.
In relazione alla trattazione di  tali temi, è stato possibile identificare nella “ndrangheta” la grande sfida che la società calabrese (e non solo) deve fronteggiare per affermarsi  e per liberare  le pur esistenti grandi risorse, materiali ed immateriali, oggi sacrificate e compresse.
In definitiva si è operato in maniera tale che emergessero le contraddizioni della società contemporanea attraverso una lettura, seppure semplificata, delle dinamiche socio-ambientali del territorio sede dell’istituzione scolastica.
Tale approccio ha consentito agli studenti di delineare una maggiore consapevolezza delle problematiche della società calabrese contemporanea e di fornire spunti utili per avviare processi di cambiamento”.

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 Antonio Fonti – esperto esterno

“L’attività all’interno delle classi ha inteso soffermare l’attenzione sul tema della ricerca su internet e delle linee guida per accedere ai siti di ricerca bibliografica presenti on line, con riguardo particolare all’Opac Calabria. In relazione a ciò, dopo un iniziale approccio di socializzazione e presentazione del programma da sviluppare, si è voluto dedicare una parte del tempo a disposizione per argomentare i passaggi più dettagliati di scoperta e utilizzo pratico degli strumenti di ricerca appropriati e fruibili .
Durante le ore di lavoro si è introdotto il concetto di “ricerca” attraverso un rapido, essenziale itinerario storico-filosofico incentrato sui primi spunti di riflessione da parte di pensatori e figure fondamentali del sapere nelle diverse epoche per giungere, con la partecipazione dei ragazzi e le pertinenti domande, all’approdo tecnologico di internet e della navigazione.  Questi opportunamente utilizzati possono supportare le attività di studio e approfondimento dei percorsi didattici scolastici. Va sottolineato che le tematiche più complesse, rivolte a classi della Scuola Media di Primo Grado, sono state articolate in maniera semplice e tale da essere comprensibili dai più piccoli, rivelandosi uno stimolo sorprendente che ha sollecitato interesse.  Nella fase finale del percorso progettuale, sono stati proposti dei questionari con l’obiettivo di verificare il consolidamento degli argomenti svolti e sono stati attuati momenti di discussione che hanno costituito per i docenti interni occasione per verificare la capacità descrittiva e di scrittura dei ragazzi”.

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 Federica Legato – scrittrice/giornalista, esperto esterno

“Le attività svolte hanno riguardato esercizi di scrittura creativa e scrittura giornalistica. Gli esercizi di scrittura creativa sono stati svolti, mediante la descrizione di emozioni, la caratterizzazione dei personaggi, la descrizioni di luoghi e di oggetti concreti ed astratti, fino alla creazione di brevi racconti. Gli esercizi di scrittura giornalistica e tecniche della comunicazione sono stati incentrati sull’elaborazione di articoli, nelle varie tipologie, partendo da fatti inventati o realmente accaduti. Infine, una parte delle lezioni è stata riservata alla lettura di testi in prosa e in poesia, scritti da autori calabresi; a seguito della lettura è stata aperta una discussione sui temi e lo stile letterario dei testi, con particolare attenzione alle emozioni e alle riflessioni derivanti dalla lettura; dopo la discussione, in qualche caso, vi è stata l’elaborazione di un testo a commento della lettura”.

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Patrizia Gambardella – giudice onorario Corte d’Appello RC, esperto esterno

“Durante gli incontri nelle scuole si è centrata la discussione sulle regole della civile convivenza e sui principi di cittadinanza. La scelta della lettura dei diritti e dei doveri, partendo dalla nostra Carta Costituzionale nasce dal momento storico, ossia dal bisogno di essere accompagnati nel nostro percorso da una guida che di volta in volta ci dà la “giusta” direzione. È stato molto interessante vedere come alcune scuole hanno affrontato l’argomento con molta serietà e dando una propria visione della nostra Costituzione. Alcuni studenti delle scuole elementari sono stati affascinati dall’argomento e sono riusciti attraverso il gioco a capire la differenza tra diritti e doveri e le conseguenze del non rispetto delle regole”.

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Giovanni Pecora – esperto di comunicazione su internet, progettista e realizzatore del portale http://www.progettolettura.net

“Appena terminato il corso di ‘Web 2.0’ con i miei ragazzi delle scuole superiori, durante il quale ho spinto molto verso una nuova visione di internet, mi è stato affidata la realizzazione del portale internet del progetto “Leggere per comunicare“. Per uno che crede agli scherzi del destino, come me, mi è sembrata più una sfida che un’opportunità di lavoro.
Infatti il ‘Web 2.0’ è un termine utilizzato per indicare uno stato dell’evoluzione di internet (e in particolare del World Wide Web), rispetto alla condizione precedente. Si tende insomma a indicare come ‘Web 2.0’ l’insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione tra il sito e l’utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Twitter, Gmail, WordPress, ecc.).
La locuzione pone l’accento sulle differenze rispetto al cosiddetto ‘Web 1.0’, diffuso fino agli anni duemila, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l’utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l’uso delle e-mail e dei motori di ricerca.
Ecco dunque l’occasione, per il sottoscritto, di smentire il celebre aforisma di Oscar Wilde per cui ‘Chi sa fa, chi non sa insegna‘.
Ho deciso quindi di utilizzare, per la realizzazione del portale, la piattaforma CMS di WordPress che permette una grande flessibilità d’impiego unita ad una buona gamma di strumenti operativi, come ad esempio gli RSS (Really Simple Syndication) ed interattivi come i commenti pubblicabili sotto ogni articolo. WordPress è caratterizzato dalla pubblicazione immediata del contenuto e alla sua classificazione e indicizzazione nei motori di ricerca, in modo che l’informazione sia subito disponibile a beneficio dalla comunità, realizzando in maniera veloce il ciclo di vita del content management.
Una grande sfida che si è decisa insieme è stata quella di rinunciare all’uso del più celebre social network del mondo, cioè Facebook: le motivazioni sono di natura sociologica, non tecnica, ovviamente, e sarà spiegato il motivo di questo abbastanza “clamoroso” gesto, cui per il momento si affianca anche la meno ‘importante’ rinuncia a Twitter, almeno per la fase iniziale.
Niente social network collegati al portale, dunque?
Non in assoluto, ovviamente, perchè abbiamo deciso di attivare un canale video su Youtube (http://www.youtube.com/user/progettolettura), uno per le foto su Flickr (http://www.flickr.com/photos/progettolettura) ed uno per le presentazioni multimediali su Slideshare (http://www.slideshare.net/progettolettura).
Infine ho  ovviamente utilizzato qualcuno dei servizi offerti da Google, come ad esempio la mappa interattiva di Google Maps nella pagina dei contatti e l’attivazione di un gruppo su Google Groups (http://groups.google.com/group/progetto-lettura?hl=it) che sarà lo strumento di comunicazione interna del gruppo di lavoro di “Leggere per Comunicare”, ed a cui però – proprio perchè è uno strumento interno di consultazione – si potrà accedere solo su invito personale”.

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